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POLVERE DI STELLE

Lassù, oltre le TUE paure e preoccupazioni,
si trovano i doni che ti meriti. CREDICI!

I segreti del Regno di Babbo Natale

Che la magia del Natale sia sempre con TE!

"Che triste sarebbe un mondo senza doni", pensò...

GioiosaMENTE.me | Babbo Natale e la Regina d'Inverno

“Allora hai dimenticato”, disse la Regina, accigliandosi un poco in viso.

La Regina si sedette sulla panchina alla sua sinistra, stette per qualche secondo a contemplare il lago, poi si voltò a guardare il vecchio negli occhi, stringendo i propri come fessure.

“Io rappresento l’inverno. Sai quante persone mi odiano? Pensi che siano tutti felici dell’arrivo del freddo, con gli alberi spogli che paiono quasi morti, i campi che non danno frutti, il disagio della neve alta, del ghiaccio sulle strade, degli spifferi gelidi nelle case povere, dei calzettoni pesanti inzuppati quando nevica, dei geloni a mani e piedi…”

“Si, si, basta ho capito…”, la interruppe Babbo Natale.

“No. Lasciami finire. Non mi sto lamentando. Sto dicendo che anche se molti mi detestano per ciò che rappresentano, anche se nessuno mi dice grazie, continuo a fare ciò che sono venuta a fare. Come può l’umano apprezzare il Sole caldo, l’estate al mare, i frutti abbondanti nei campi e sugli alberi se non conosce anche il suo contrario? Se fosse sempre estate, nessuno se ne accorgerebbe. Io porto scarsità perché le persone a primavera possano sorridere ai primi boccoli che spuntano. Pensi che mi interessi sapere che nessuno mi ringrazia per questo? Hanno dimenticato di ringraziare anche la primavera e l’estate, ma non mi importa. Non siamo qui per ricevere in cambio un “grazie”.

Babbo Natale abbassò lo sguardo imbarazzato.

Facciamo ciò che facciamo per amore e per servizio. Non per ricevere qualcosa in cambio. Fosse anche un sorriso.”, continuò la Regina.

Babbo Natale tirò su col naso e si grattò di nuovo la barba arruffata.

Se fai ciò che fai per ricevere qualcosa in cambio, allora stai diventando un mendicante.”

Babbo divenne rosso in viso e trattenne un’imprecazione. Quelle parole proprio non voleva sentirle.

“Un mendicante io, stai scherzando? Hai dimenticato chi sono, forse?”

“Tu lo hai dimenticato!”, disse la Regina d’Inverno prendendogli il mento con una mano per incontrare di nuovo il suo sguardo. Aveva la mano gelida. Al vecchio si affacciò una lacrima all’angolo dell’occhio.

“Sei qui per amore. E amare significa non desiderare nulla in cambio. Ora prepara le tue renne e va.”

In uno sbuffo di neve impalpabile la Regina scomparve.

Babbo Natale si toccò la barba spruzzata di quella neve finissima e sorrise. Lanciò il tè verso il lago, che congelandosi in volo si tramutò in un arco di ghiaccio dorato, e poi cadde tintinnando sulla superficie solida. Si mise a pensare ai bambini nei loro pigiami, rannicchiati sotto le lenzuola la notte di Natale, ai loro respiri profondi, al modo in cui si stropicciavano gli occhi al risveglio, impazienti di scendere dal letto e correre a guardare sotto l’albero.

Che triste sarebbe il mondo senza doni“, pensò.

La sua risata bonaria ruppe il silenzio. Cantando, tornò a casa come se stesse compiendo la sua missione per la prima volta. Da quel giorno, Babbo Natale, smise di lamentarsi dei bambini e cominciò, lui per primo, a ringraziarli a ogni dono che lasciava accanto all’albero. A ringraziarli per il solo fatto di esistere.

Estratto dal libro “I Segreti del Regno di Babbo Natale”

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